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QUEL TRASPORTINO VUOTO...
Sono trascorsi quasi tredici anni da quando un trasportino vuoto era per noi fonte di un' imminente gioia.
Giungemmo al gattile e una giovane donna molto gentile ci accompagnò all' interno, in una stanza piena di cuccioli.
Appena ebbe aperto la porta, un intenso odore di ammoniaca ci riempì le narici.
Ovunque c'erano cucce, ciotole, lettiere sudicie e gattini che saltavano fuori da ogni dove. Il tanfo di urina si era fatto insopportabile.
"Ne prendiamo due", dissi senza esitazione. "Fate bene", rispose la volontaria compiaciuta," così vivranno più felici".
Se solo avessimo potuto, li avremmo portati via tutti da quel luogo sovraffollato e maleodorante ma, senza tanto indugiare, prendemmo due femminucce che parevano avere la stessa età.
Erano così piccine che in quell'unico trasportino ci stavano più che comodamente.
Tornammo a casa con grande entusiasmo, come si fossero verificate due nascite. Avevamo sempre considerato un animale parte integrante della famiglia e mai un oggetto o un giocattolo da comprare e cedere al primo un problema. Adottare richiede responsabilità: bisogna essere pienamente consapevoli dell' impegno che una bestiola comporta.
Iniziò, infatti, un periodo gioioso, ma al tempo stesso non facile. Le piccole erano molto docili ma, come prevedibile, presentavano diversi problemi di salute, oltre a pidocchi, vermi e altri parassiti intestinali. Per fortuna, almeno le pulci le avevano risparmiate ed era già qualcosa.
Ci impiegammo un bel po' a curarle, una in particolare, che rimase sempre piuttosto gracile.
"Le avete salvato la vita", ci disse il veterinario e spiegò che se fosse rimasta ancora qualche giorno nel gattile non sarebbe sopravvissuta.
La casa si riempì di allegria con quei due minuscoli batuffoli di pelo tigrato e tricolore: corse, giochi, fusa a non finire e, ovviamente, qualche danno. Ma poco importava. I cuccioli sono come i bambini, esuberanti, pieni di energia e di vita ed è giusto che sia così.
Emy e Raya crebbero serene, facendosi compagnia a vicenda quando eravamo fuori casa e accogliendoci sempre con infinite fusa quando rincasavamo.
Come le persone, fin da subito evidenziarono caratteri molto diversi. Raya, piuttosto silenziosa ma vispa, curiosa e furba, era particolarmente amante delle coccole che, a sua volta, dispensava in ogni momento. Emy era invece più tranquilla e timorosa, tuttavia estremamente loquace e simpatica; insofferente alle porte chiuse, aveva imparato ad aprirle saltando sulla maniglia.
Le abbiamo sempre amate entrambe allo stesso modo, rispettando le loro modalità di interazione con noi e godendo della loro presenza e del loro affetto.
Come accade anche a noi umani, ci sono stati momenti difficili per la cagionevole salute di Emy. Sappiamo che, nonostante le cure, i suoi reni non funzionano bene e siamo consapevoli di poterla perdere.
Alcuni giorni fa, però, il destino si è rivelato imprevedibile ed è stata Raya a lasciarci all' improvviso.
A nulla è servita la corsa dal veterinario: lungo il tragitto verso la clinica abbiamo sentito i suoi ultimi lamenti.
Poi il silenzio...
Nessuna spiegazione plausibile per quella perdita inaspettata e repentina.
Quel trasportino vuoto, un tempo fonte di gioia, è divenuto simbolo di dolore e rassegnazione.
"Era solo un gatto", potrebbe pensare qualcuno, ma per noi era un' amica fedele, affettuosa e autenticamente sincera.
Ormai non possiamo che ricordare i bellissimi momenti trascorsi insieme, le sue corse, i suoi salti formidabili, le palline di carta e i pupazzi che ci portava affinché glieli lanciassimo per gioco. Era una gatta con l'argento vivo addosso e spesso combinava guai, ma sapeva sempre come farsi perdonare.
Ora ci è rimasta la piccola Emy che amiamo tantissimo, ma in casa si è creato un grande vuoto che, forse, non tutti possono comprendere.
Mi manca tanto quella gattina tigrata che non perdeva occasione per accucciarsi su di me. Inoltre, mentre scrivo, mi sembra di vederla seduta sui fogli o sulla tastiera del computer. Adesso, anche se a volte mi spazientivo per quel comportamento, vorrei tanto che lo facesse ancora e ripenso con nostalgia a quella bestiola che mi seguiva ovunque, dimostrando quanto la mia presenza le facesse piacere.
Non ho mai pensato di esserne la proprietaria, proprio come non sento di possedere Emy. I gatti sono spiriti liberi e proprio per questo li amo e li rispetto.
Raya è stata per anni una meravigliosa compagna di vita e, dentro di me, continuerà ad esserlo per sempre.